Accademia Vesuviana del Teatro ad Ottaviano


Intervista a  Gianni Sallustro
 

Servizio di Roberta D’Agostino

 


Gianni Sallustro, attore regista napoletano. Si è formato presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Politeama di Napoli. Ha il diploma come mimo-attore dell’I.C.R.A project di Michele Monetta e il diploma d’attore della “Scuola Internazionale dell’Attore Comico” di Antonio Fava. Ha lavorato con Antonio Calenda, Antonio Capuano, Michele Del Grosso , Gabriele Lavia, Renato Carpentieri, Guglielmo Guidi, Antonio Fava, Dario Fo, Emma Dante. Ha fondato e dirige l’Accademia Vesuviana del Teatro di Ottaviano.

Sallustro conosce profondamente il mondo del teatro; una passione cominciata da piccolo che non ha più abbandonato. Come ti sei avvicinato al mondo dell’arte?

Da bambino ho avuto sempre una grande passione per tutto ciò che era spettacolo. Ho avuto la fortuna di avere  dei maestri alle scuole elementari che mi hanno dato la possibilità di  vivere il palcoscenico in prima persona. La recitazione, la musica, la danza a mio avviso devono essere  materie di insegnamento per tutti, soprattutto per i bambini che possono in tal modo imparare ad individuare le emozioni e ad esprimerle. In particolare la recitazione  mi ha sempre proiettato in una dimensione onirica dove tutto è possibile, tutto è fattibile. In questa dimensione tutto può essere sperimentato.

Dopo tante esperienze hai deciso di tentare la grande avventura: hai aperto l’Accademia  Vesuviana del Teatro ad Ottaviano. Una  doppia sfida perché in un’epoca dove i talent catalizzano l’attenzione sempre di più sulla tv, tu hai deciso di puntare sul teatro e lo hai  in fatto in provincia, perché?
Io sono di Ottaviano e ho girato l’Italia e l’Europa in lungo e in largo come attore. Ho collaborato come docente con tantissime scuole  di recitazione di Napoli, Roma, Bologna, Reggio Emilia, Ferrara, Palermo . Ad un certo punto della mia vita ho sentito la necessità di fare qualcosa per il mio paese natio memore delle numerose difficoltà che ho avuto da ragazzo visto che non esistevano realtà come quella che ho messo su. Il mio compito e quello dell’Accademia Vesuviana del Teatro è quello di incanalare tutte queste energie e soprattutto quello di lanciare un messaggio: è con lo studio, l’impegno, la passione e il sudore che si raggiungono dei grandi obiettivi e si possono realizzare i propri sogni

Come articoli il percorso di formazione dei tuoi allievi?

Il mio progetto nel creare l’Accademia Vesuviana del Teatro è stato quello di dar vita ad una struttura dove si potesse studiare recitazione teatrale, recitazione cinematografica, mimo, educazione vocale, dizione, articolazione storia del teatro, danza finalizzata al teatro, canto, decodifica del personaggio, decodifica del testo, improvvisazione. Insomma la mia vuole essere un’accademia che formi degli attori che lavorino su tre livelli: voce, corpo e mente. Oramai questo è il nono anno di attività dell’Accademia e abbiamo avuto vari riconoscimenti.

Hai realizzato con la tua accademia “Mater camorra e i suoi figli”, uno spettacolo molto impegnativo che ha ricevuto diversi riconoscimenti, ce ne parli?

“Mater Camorra” è uno spettacolo che è stato candidato  al premio Ubu ed è stato annoverato come novità teatrale nella biblioteca digitale contro le Mafie dall’Università Federico II. I motivi per cui ho voluto realizzare questo spettacolo sono due: in primo luogo ritengo che compito di una scuola di recitazione non sia solo quello di formare attori ma sia anche quello di produrre spettacoli per dare la possibilità ai suoi allievi di calcare continuamente il palcoscenico. In secondo luogo l’Accademia Vesuviana del Teatro  ha ricevuto  nel Maggio del 2012 dalla Polizia di Stato un attestato di benemerenza così motivato: “Per l’alto valore sociale e per l’impegno profuso  nel diffondere la cultura della

legalità attraverso progetti di teatro, musica e danza”..

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